Cielo grigio su Bollino nero giù

Americani festeggiano la fine del proibizionismo, 1933 Di Unknown /w New York Times – https://www.nytimes.com/2014/12/05/us/well-drink-to-this-day-in-history.html, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99770401

L’alcol fa male, poche balle. Il fumo fa male, poche balle. I grassi saturi fanno male, poche balle. Tante cose fanno male, poche balle. Più balli e poche balle.

La scienza contro la cultura, o le culture, la storia, o le storie, gli usi e i costumi? Forse sì o forse no.

La politica contro la cultura, o le culture, la storia, o le storie, gli usi e i costumi? Forse sì o forse no.

Ma, poi, chi glielo ha fatto fare ai francesi, ai tedeschi, agli spagnoli che producono vino in quantità e pure buono, di adottare il sistema dei bollini?

Gli stati democratici, liberali, capitalistici, pigri di testa e ben vestiti, da buoni genitori preoccupati ma di ampie vedute, non vietano, ma avvertono, suggeriscono, mettono le pulci nelle orecchie (tantissime pulci), stimolano, incoraggiano e consigliano.

Ma non vietano. Forse perché sono liberali, ma credo di più perché sono capitalisti e il profitto è profitto, quindi profittevole. Poi il denaro non puzza e se anche dovesse puzzare si lava.

A tutto ciò si aggiunge un’altra questione: il problema della dipendenza. È cosa nota nelle migliori famiglie psichiatriche e psicoanalitiche di tutto il mondo terraqueo che chiunque soffra di una qualsiasi forma di dipendenza compulsiva, ossessiva e autodistruttiva abitualmente non legge le etichette e, soprattutto, disdegna dei consigli, di qualsiasi consiglio.

Ma loro parlano a tutti noi, ai grandi e ai piccini, ai consumatori moderati, abbastanza moderati o moderatamente moderati, senza distinzione di sorta come è giusto che sia. Non potrebbero mai scrivere “fa moderatamente male”. O apporre un bollino multicolore. Potrebbero scrivere al contrario: non abusarne!, inserendo le tacche dell’abuso (faccina). Un po’ come come hanno fatto con il gioco d’azzardo: “gioca con moderazione!” Però gioca!

Ha senso, quindi, contrapporre storia, cultura, usi e costumi ad una evidenza scientifica? Credo di no, anche perché storia, cultura, usi e costumi sono cambiati e cambiati di molto.

Ha senso, quindi, contrapporre la moderazione come approccio salvifico ad una evidenza scientifica? Credo di no, anche perché è molto arduo definire ciò che è moderazione, ma anche l’eccesso.

Quindi? Vorrei essere chiaro, radicalmente chiaro: l’essere umano oltre che fallace è anche fortemente autolesionista (potremmo avere opinioni differenti sul come e sul che cosa, ma non sul concetto generale). È suo diritto anche quello di farsi del male. Non quello di farlo. In quella sottile linea di demarcazione può stare quello che comunemente va sotto il nome de “la riduzione del danno”, che consiste nell’aiutare chi vuole essere aiutato e nel tutelare chi non vuole essere danneggiato.

In tutto ciò deve e può stare l’intervento della cosa pubblica. Non oltre: il “te lo avevo detto!” non si può né sentire né scrivere.

Per maggiori informazioni sul bollino: https://www.corriere.it/cook/news/22_febbraio_14/nutriscore-cancer-plan-bollino-nero-il-vino-tutto-quello-che-c-sapere-382f337a-8ca7-11ec-ab58-6edac401c3bd.shtml

Dalle ultime nuove pare che sia passata la linea “moderata” dell’Italia per cui l’alert sanitario sulle bottiglie riguarderà l’abuso e non il semplice consumo. Il quotidiano “La repubblica” riferisce anche della gioia di Federvini: “Ha avuto la meglio il concetto di dieta mediterranea che celebra la moderazione”.

https://www.repubblica.it/il-gusto/2022/02/16/news/cancer_plan_vino_cancro_e_voto_in_parlamento_europeo_la_polemica-337891631/

Le mie considerazioni precedenti rimangono inalterate, se non per aggiungerne un’altra: a proposito della dieta mediterranea già Piero Camporesi, nel suo illuminante saggio “Le vie del latte. Dalla Padania alla steppa” (Garzanti 1993), scrisse che “nessuna delle genti che vivono ai bordi di questo glorioso mare l’ha mai conosciuta e tanto meno praticata. Se è vero che esistono molteplici sistemi alimentari e diversissime cucine mediterranee […], le differenze tra costa e costa; fra paese e paese rimangono fortissime; […] le disparità rimangono enormi”.

Sulla celebrazione della moderazione poi…

ci provò Teognide, (Elegie, vv. 475 – 478): “Ma io, che so godere con misura del vino dolce come il miele, voglio tornare a casa e cedere al sonno che fa scordare gli affanni. Ci arriverò nello stato in cui il vino è più grato a bersi, fra gli uomini: non sobrio ma neanche troppo ubriaco”. Ci provò, insomma.

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