Viticoltura Valdostana tra Ottocento e tempo presente

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Sono un blog nato di lunedì e di lunedì muoio e rinasco dalle mie ceneri.

ho visto Immagine da wikipedia.

Sono un blog nato di lunedì e di lunedì muoio e rinasco dalle mie ceneri.
Nacqui il 30 gennaio del 2012 in una notte buia e tempestosa: no anzi, aspetta! Pomeriggio tardo. Faceva freddo, forse pioveva: nubi grigie tracimavano il cielo di Genova Nervi. Luci al neon. Sala operatoria scarna e con mezzi antiquati: un processore Pentium in uso nella grande guerra d’indipendenza. Solo un ostetrico: Pietro Stara. Anche lui aspettava; era in attesa di un libro. Pietro era gravido di notizie che gli uscivano da tutti i pori. Ne aveva accumulate tante durante i tre anni predenti. Le aveva scritte, riscritte, impilate. Troppe, tante, ma mai abbastanza. Pietro avrebbe partorito un anno e mezzo dopo, nel maggio del 2013.
Pietro mi volle perché così, disse lui tra sé e il suo io, “l’informatica avrebbe sostenuto la carta.” Sì, infatti io avrei dovuto anticipare l’uscita del libro: renderlo noto prima della notorietà. Questo non avvenne mai! Nacqui gracile, esile, tanto minuto da essere quasi invisibile: stanziai in una incubatrice per più di un anno. Qualcuno passava a trovarmi, grondante di remore e timore. Ero incomprensibile ai più. Troppo minuto per contenere tutto quel popò di roba. Eppoi avevo dei lineamenti indecifrabili: storia, vino, estetica, filosofia. Troppo per uno e troppo poco per un altro. A qualcuno, col tempo, sono piaciuto.
Poi sono cresciuto ed è nato mio fratello di carta. Ciccione, un gran bel ciccione. Pietro era un po’ sconvolto. Il libro era troppo grasso per poterselo portare in giro come un pargolo qualsiasi. Decise allora di farne un clone leggero in pdf, da omaggiare ad amici, parenti e giornalisti. Sembra che il clone si sia riprodotto alla velocità della luce. Attenti osservatori internazionali lo hanno visto vagare in blogsfere bulgare, turcomanne e armene. Il clone pdf si è fermato, ma solo temporaneamente, ai confini dell’Isis.
Dicevo, appunto, che sono cresciuto: di mio fratello mantengo l’impronta, anche in fronte. Ma, poi, ho preso la mia strada ed ho iniziato a gironzolare per conto mio fino a spingermi verso altri lidi. Ho toccato le colonne di Intravino, ai confini del vino conosciuto; ho solcato mari burrascosi che univano cielo e terra; ho vagato per terre straniere, attraverso fibre ottiche, cavi coassiali, doppini telefonici e cavi elettrici in posa (pure in strutture idrauliche); ho dissodato collegamenti sottomarini, collegamenti satellitari e collegamenti a radiofrequenza. Ho visto cose che voi internnettari…
Riapparirò, di rado, come un frammento di meteorite dispersa dal vento lunare.
Ora torno a Itaca, nella mia casa immaginaria:

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seminario

L’immagine del vino al tempo delle stronzate.

File:Nessuna immagine autorizzata.gif

 

«Mai dire una bugia

quando puoi cavartela a forza di stronzate»

Eric Ambler, Una sporca storia (1967)

 

Agostino d’Ippona (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430) era solito distinguere tra due espressioni del falso: “quod aut se fingit esse quod non est, aut omnino esse tendit et non est[1].” (ciò che o si crede di essere quello che non è, oppure cerca di essere ciò che non è). Questo è il falso (falsum) che riporta a due figure della menzogna: quella intenzionale del mendace (mendax) o del fallace (fallax), ovvero ciò che ha una ben determinata intenzione di ingannare e quella di una  res che ‘tende’ al vero e che al vero somiglia, ma che è vera solo del suo essere immagine, e non dell’essere ciò che rappresenta. Quest’ultima figure è propria della finzione: «“Qui hoc differunt a fallacibus, quod omnis fallax appetit fallere; non autem omnis vult fallere qui mentitur” («Il finto è un prodotto di coloro che mentono. I quali differiscono dagli ingannatori, per il fatto che ogni ingannatore vuole ingannare; mentre invece non tutti quelli che mentono vogliono ingannare»). Chi ‘finge’, in definitiva, dice cose non vere ma non (deliberatamente) false solo perché ingannevoli. L’inganno è piuttosto l’incolpevole attestazione dell’impossibilità di essere autentico creatore di realtà[2].»

La stronzata, invece, si configura, secondo il filosofo americano Harry G. Frankfurt, in questo modo: «Uno che mente e uno che dice la verità giocano in campi opposti, per così dire, allo stesso gioco. Chi racconta stronzate ignora completamente tali esigenze[3]»

L’immagine pubblicitaria dei generi alimentari (e mi fermo qui) apparirebbe più come finzione che come menzogna vera e propria, anche se di quest’ultima mantiene l’afflato. Nel suo tentativo maldestro di rendere verosimile un prodotto, di naturalizzarlo, l’immagine produce un effetto artefatto e alterato. Di qualsiasi cosa si tratti: vigneti, campagne, orti, contadini in festa, vini gocciolanti, sorsi, sorrisi e ammiccamenti. La fotografia tenta di rendere naturale l’artificio semantico: l’assenza di codice sembra fondere in natura i segni della cultura. «E’ questo, senza dubbio, un paradosso storico importante: più la tecnica sviluppa la diffusione di informazioni (e soprattutto delle immagini), e più essa fornisce i mezzi per mascherare il senso costruito sotto l’apparenza del senso dato[4].»

La divisione perfetta.

«E senza dubbio il nostro tempo… preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere… Ciò che per esso è sacro non è che l’illusione, ma ciò che è profano è la verità. O meglio, il sacro si ingrandisce ai suoi occhi nella misura in cui al decrescere della verità corrisponde il crescere dell’illusione, in modo tale che il colmo dell’illusione è anche il colmo del sacro.» Ludwig Feuerbach, Prefazione alla seconda edizione de L’essenza del Cristianesimo in Guy Debord, La società dello spettacolo (1973).

L’immagine è tratta da wikipedia

[1] Soliloquia 2,9,16 in Augustinus, Soliloquia, in Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum LXXXIX, Soliloquia, De inmortalitate animae, De quantitate animae – ed. W. Hörmann 1986; Opere di Sant’Agostino, III, Dialoghi, traduzione di D. Gentili, Città Nuova, Roma 1970

[2] Introduzione al Petrarca in didattica.uniroma2.it/files/scarica/…/3740-Nel-mio-stil-frale-Parte-prima‎

[3] Harry G. Frankfurt , Stronzate. Un saggio filosofico, Rizzoli, Milano 2005, pag. 57; On Bullshit, 1986 trad. it. M. Birattari.

[4]  Roland Barthes, L’ovvio e l’ottuso. Saggi critici III, Einaudi, Torino 2001, pag. 35; edizione originale 1982

Per bibliofili impenitenti.

bibliofilo - bibliofila - bibliophilie

Ho cercato di raccogliere, anche se in maniera incompleta, una larga parte delle pubblicazioni in tema vinicolo che si danno nell’Italia post-unitaria (1861). La classificazione che ho adottato è tematica e cronologica ed ho ripreso anche parte delle diverse pubblicazioni preunitarie. Pubblico ora solo la parte relativa all’enologia.

ENOLOGIA.

Giovanni Pozzi, Jacopo Ricci, Jean-Antoine-Claude Chaptal (comte de Chanteloup), Samuel Thomas von Soemmerring, Del vino, delle sue malattie, e de’ suoi rimedj: e dei mezzi per iscoprirne le falsificazioni dei vini artificiali, e della fabbricazione dell’aceto, dalla Stamperia Piatti,  Milano 1816;

Agostino Bassi, Del mal del segno calcinaccio o moscardino: malattia che affligge i bachi da seta e sul modo di liberarne le bigattaje anche le più infestate. opera del dottore agostino bassi di lodi teorica e pratica la quale oltre a contenere molti utili precetti intorno al miglior governo dei filugelli, tratta altresì delle malattie del negrone e del giallume, dalla Tipografia Orcesi,  Lodi 1835-1836. Bassi, nativo di Mairago presso Lodi, dopo una breve carriera diplomatica, interrotta a causa di gravi problemi alla vista che gli impedirono lunghi spostamenti, si dedicò all’attività agricolo-zootecnica (coltivazione e allevamento razionali, viticoltura sperimentale). Per vent’anni studiò la malattia che colpiva i bachi da seta, nota in Italia come calcino o calcinaccio, arrivando ad identificarne la causa in un fungo parassitario che combattè con cloruro di calcio o nitrato potassio arrivando così a dare una base scientifica ad alcune teorie già esposte da Fracastoro e da Kircher. Grazie ai suoi studi sui microbi parassitari, Bassi è oggi considerato come un precursore dell’opera di Swann, Koch e Pasteur. Questa seconda edizione è accresciuta e corretta rispetto alla prima. Bell’immagine di un baco su una foglia al frontespizio;

Emilio Sudario, L’analisi del vino e la ricerca delle sofisticazioni. Edizione completamente rifatta dal manuale di Arturo Marescalchi sullo stesso argomento con aggiunte ed appendici sull’analisi dell’aceto e delle sostanze tartariche, sulla preparazione di soluzioni titolate. Marescalchi, Casale Monferrato 1849  Analisi dei mosti, del vino, degli spumanti, filtrati, dell’aceto, delle vinacce, ecc… con speciale riguardo ai più recenti metodi di indagine per la determinazione delle cause più comuni dell’alterazione dei vini. Con molte note manoscritte sui lembi bianchi e sottolineature con matita colorata;

Vincenzo Caratti, L’enologo italiano. trattato di viticultura e vinificazione,  Istituto Filotecnico Nazionale, Firenze 1867;

Giuseppe Gatti, Di due metodi per levare al vino l’odore di acido solforico. A beneficio del Comizio Agrario del circondario di Voghera. Tipografia di Giuseppe Gatti, Voghera1868;  

Karl Theodor Neubauer, Sulla chimica del vino discorsi tre tenuti nell’inverno 1869-70 in Magonza, Oppenheim ed Oestrich (sul Reno) dal dr. c. n. direttore della staz. sperim. enologica di Wiesbaden. Versione italiana per cura della stazione sperimentale agraria di Udine. Tipografia G. Seitz, Udine1871;

Francesco Selmi, Del vino: fabbricazione, conservazione, invecchiamento, difetti, malattie, correttivi, imitazioni, analisi / manuale compilato dal professore Francesco Selmi; con appendice sulle falsificazioni più comuni dei vini. Unione Tipografico Editrice, Torino1878

Seconda edizione torinese di questo raro trattato, pubblicato per la prima volta a Padova da Sacchetto nel 1871. Francesco Selmi (1817-1881), era un noto chimico modenese. L’appendice Sulle falsificazioni più comuni dei vini ed in particolare colla fucsina ed altre materie coloranti è di Icilio Guareschi;

Egidio Pollacci, La teoria e la pratica della enologia popolarmente esposte e precedute da nozioni di viticulturae da istruzioni sulla classazione e commercio dei vini italiani sulle statistiche e mostre enologiche; sulle società e stazioni vinicole sulle scuole teoriche pratiche di viticoltura e vinificazione ecc... Fratelli Dumolard, Milano 1876 Edizione ulteriormente aggiornata rispetto alla seconda del 1872 e accompagnata da 58 ill. intercalate n.t. e num.se tabelle. Interessanti capitoli riguardanti le società e le stazioni enologiche, la storia della vite, studi sui terreni, scelta e separazione dei vitigni, vari sistemi di potatura…Il pistoiese Pollacci fu Professore di Chimica farmaceutica alla Reale Università di Pavia;

Luigi Gabba,  Trattato di analisi chimica generale ed applicata, ad uso delle scuole d’applicazione degli ingegneri, delle università, degli istituti tecnici, dei chimici pratici, farmacisti, industriali ecc. parte prima – parte seconda  Ulrico Hoepli Editore -Libraio  Milano 1880-1881 Con 56 illustrazioni in bianco e nero nel testo alla Parte prima, 38 alla Parte seconda;

 Arnaldo Strucchi, Aumentiamo e miglioriamo la produzione del vino – precetti di enologia pratica Carlo Brigola, Milano1884

Dedica in stampa a Domizio Cavazza e prefazione dell’autore scritte da Costigliole d’Asti nell’aprile del 1884. Sono allegati al fondo del volume le recensioni sul volume dell’autore sulla coltivazione della vite edito un anno prima (Cavazza, Ottavi, Raineri, Aloi, Vicenza, Grazzi Soncini, Gatti, Carpenè);

M. Barth, Analisi del vino nel riguardo sanitario e legale Ulrico Hoepli Milano1886;

Pio Bolletti, Trattato popolare di enologia applicata alle cantine sociali ed al commercio del vino corredato di nozioni sulla distillazione e sulla tenuta dei libri occorrenti alle aziende enologiche (vol. I – II). Casa Editrice Tipografica Enrico Trevisini Milano, Roma, Napoli 1890;

Giovanni Marchese,  La pratica della fabbricazione dei secondi vini ed ausiliarii. Tipografia Nazionale di V.  Ramperti, Milano1895;

Antonio Marchesi, Studio sulle alterazioni del vino. Ad uso delle scuole pratiche e speciali d’agricoltura e dei produttori italiani. Tipografia d’Ignazio Galeati e figlio, Imola 1898; Con 6 figure su una tavola ripiegata fuori testo. Le alterazioni del vino: tutte le malattie, i difetti, gli esperimenti tecnici eseguite nelle cantine. Edizione originale e non comune. Stampato su carta forte, sporadiche, leggere fioriture ma buono stato di conservazione;

Giovanni Possetto, La chimica del vino. Analisi, alterazioni, manipolazioni, adulterazioni con appendice sulla fabbricazione e sull’analisi dell’aceto, Clausen, Torino 1897;

Raffaello Sernagiotto, Enologia domestica. Ulrico Hoepli, Milano 1894. Interessante trattatello riguardante il vino: da pasto, di lusso, norme di conservazione, malattie del vino e norme per curarlo, fabbricazione domestica del vinello e dell’aceto…etc.;

Max Barth, Enrico Comboni, Analisi del vino ad uso dei chimici e dei legali. Ulrico Hoepli  Milano1901;

Ignazio Lomeni, Considerazioni analitiche sulle cause dello scoloramento de’ vini fabbricati in vasi chiusi e sui mezzi proposti a rimedio colla descrizione di un nuovo meccanismo che perfeziona la vinificaz. E colora i vini eseguendo la follatura delle uve …., Giovanni Silvestri MDCCCXXVI Milano1900;

Nicola Bocchicchio, Lavori diversi di viticoltura ed enologia.  Tipografia Giuseppe  Scuto, Caltagirone 1903 Raccolta di diversi contributi dell’agronomo siciliano apparsi su riviste e quotidiani;

Filippo Cantamessa, Il vino. Sua produzione, conservazione e commercio. Viticoltura moderna – vinificazione – utilizzazione dei residui del vino – commercio dei vini – alcool denaturato.  Unione Tipografico-Editrice, Torino1904;

Alberto Aloi, Le adulterazioni del vino e dell’ aceto e mezzi come scoprirli, Ulrico Hoepli, Milano1904;

Ottavio Ottavi – Arnaldo Strucchi, Precetti ad uso degli enologi italiani con una appendice sul metodo della botte unitaria pei calcoli relativi alle botti circolari dell’ing. Agr. Rinaldo Bassi, Ulrico Hoepli, Milano1904

Elementi di enochimica, enotecnica, correttivi – malattie – secondi vini , vini di lusso , commercio del vino, appendice;

Prof N. Passerini, Il governo del vino come si pratica in toscana – con appendice sull’uso dei fermenti selezionati in enologia, Tipografia e litografia Carlo Cassone, Casale Monferrato 1905 Indice sommario: Parte sperimentale (Cenni storici e bibliografici – In che cosa consiste il governo secondo l’uso toscano – Come furono condotte le esperienze – Esperienze sulla raccolta del 1893 – Esperienze sulla raccolta del 1894 – Altre esperienze sul raccolto del 1894 – Conclusioni – I termini selezionati applicati al governo del vino. Prova sperimentale della maggiore conservabilità comunicata al vino dal governo – La pratica di conservare il vino sul governo) – Parte Pratica (Le migliori uve da governo – Raccolta e conservazione delle uve per governo – Applicazione del governo al vino. Uso dei fermenti selezionati – I fermenti selezionati in enologia);

Averna Saccà, Tannini nell’uva e nel vino, Ulrico Hoepli, Milano 1904;

A. Sannino, Trattato completo di enologia. Stabilimento Arti Grafiche, Conegliano 1906;

Averna Saccà, L’uva nelle malattie dei vini, Ulrico Hoepli, Milano 1907;

G. Ciapetti, L’industria tartarica: materie prime derivanti dal vino: fabbricazione e raffinazione del cremore di tartaro secondo i procedimenti più moderni: fabbricazione del tartrato di calcio: fabbricazione del l’acido tartarico: analisi delle sostanze tartariche dei derivati: controllo di fabbricazione, Ulrico Hoepli Editore -Libraio  Milano 1907;

S. Cettolini, Dal mosto al vino Ulrico Hoepli la fermentazione alcoolica, Ulrico Hoepli, Milano 1910;

A. Durso Pennisi, De l’origine del vino. De la sophisticatione del medesimo. Bottiglieria Astigiana, Milano1914;

A. Durso Pennisi, Invecchiamento artificiale dei vini, aceti e spiriti  Ulrico Hoepli, Milano1916;

F. Antonio Sannino (Direttore della scuola di viticoltura ed enologia di Alba) Trattato completo di enologia secondo il programma delle r. Scuole enologiche e degl’istituti sup. Di agricoltura, in 2 voll., Vincenzo Bona, Torino 1920 In quest’opera non viene trascurato nessun aspetto dell’industria enologica: locali, attrezzature, vendemmia, processi di vinificazione, composizione chimica dei vari vini, degustazione, classificazione e conservazione dei vini da pasto e da taglio, vini liquorosi e champagne;

Giuseppe De Astis, Gli acidi del mosto e del vino. Trattato speciale scientifico-pratico…, Francesco Battiato , Catania 1924;

Ermenegildo Scala, Storia della vite e del vino, Italia Industriale Artistica Illustrata, Torino 1925 (Tip. Lampografico)

Francesco Carpentieri, Analisi enochimica, Fratelli Ottavi, Casale Monferrato  1926 Nozioni generali di analisi chimica – Analisi delle uve e dei mosti – Analisi del vino – Analisi dei sottoprodotti della vinificazione. Con 61 figure in nero;

C. Mensio – C. Forti, Enologia,  UTET, Torino1928. Importante opera, pubblicata nella ‘Nuova Enciclopedia Agraria’;

Arnaldo Strucchi, Ottavio Ottavi, Enologia. Precetti ad uso degli enologi italiani. 10a ed. Completam. Aggiornata dal prof. D. Tamaro, Ulrico Hoepli, Milano 1929;