Ricetta letteraria (n°2) per un Natale davvero pimpante. Sulle orme del Barone di Münchhausen

Il Barone esplora i fondali marini a cavallo di un destriero marino, illustrazione di Franz Gottfried (1846-1905)

Rudolf Erich Raspe (1737-1794) narra, nella tappa di uno dei sorprendenti viaggi per mare del suo eroe, il barone di Münchhausen (1781), il mare di latte e l’isola del Formaggio. La descrizione viene ripresa dalla Storia vera di Luciano di Samostata[1] (Samosata, 120 circa – Atene, tra il 180 e il 192): «Fatto un cammino di un trecento stadii, approdammo ad un’isoletta deserta, dove provvedemmo d’acqua, che già mancava, saettammo due tori selvaggi, e partimmo. Questi tori avevano le corna non sopra la testa, ma sotto gli occhi, come voleva Momo. Indi a poco entriamo in un mare non di acqua, ma di latte: e in mezzo ad esso vedevasi biancheggiare un’isola, piena di viti: l’isola era un grandissimo formaggio, ben rassodato, come dipoi ce ne chiarimmo mangiandone, e girava intorno venticinque stadii: le viti erano cariche di grappoli, dai quali non vino, ma sprememmo latte, e bevemmo. Nel mezzo dell’isola era fabbricato un tempio a Galatea (la Lattaia) figliuola di Nereo, come diceva l’iscrizione. Durante il tempo che quivi rimanemmo avemmo per pane e companatico la terra dell’isola, e per bevanda il latte dei grappoli. Regina di quel paese dicevasi che era Tiro (la Caciosa), la figliuola di Salmoneo, la quale poi che fu lasciata da Nettuno ebbe quest’onore».

Ed ora la versione di Raspe: «Finalmente la burrasca si placò per dar luogo a un vento costante e gagliardo che continuò a trasportarci per sei mesi a una velocità di almeno quaranta nodi all’ora! Intanto avevamo constatato uno straordinario mutamento in tutto quanto ci circondava: d’un tratto ci sentimmo lieti e leggeri, il nostro olfatto fu deliziato dai più aromatici effluvi che si potessero immaginare: il mare stesso aveva cambiato aspetto e, da verde, s’era fatto bianco. Poco dopo tali prodigiose trasformazioni avvistammo terra e, non molto lungi da noi, un’insenatura che raggiungemmo dopo una sessantina di leghe di navigazione. La trovammo larga e profonda con latte squisitissimo che scaturiva d’ogni dove. Approdammo e presto ci accorgemmo trattarsi di un’isola consistente in un enorme pezzo di formaggio. Lo scoprimmo perché un uomo dell’equipaggio, che aveva sempre avuto una grande avversione per il cacio, perdette i sensi non appena attraccammo: quando rinvenne, espresse il desiderio che gli si togliesse il formaggio di sotto i piedi. Furono fatte le dovute indagini e gli si dovette dare pienamente ragione; poiché tutta l’isola, come ho detto poc’anzi, altro non era che una forma di cacio di spropositata grandezza! Di ciò soprattutto si alimentano gli abitanti, che sono straordinariamente numerosi, e ogni notte il formaggio ricresce in proporzione al consumo che se ne è fatto di giorno. V’erano – si sarebbe detto – viti in quantità, fitte di bei grappoli che, spremuti, non davano che latte. Gli abitanti erano bella gente, slanciata, alta circa tre metri, munita di tre gambe e un solo braccio, ma nel complesso di forme aggraziate: quando litigano fra loro manovrano con grande abilità un corno diritto che agli adulti cresce nel centro della fronte. Li vedemmo fare gare di corsa sulla superficie del latte: non che vi affondassero, anzi, correvano e passeggiavano sopra la massa lattiginosa come faremmo noi sopra un campo di bocce. Su quest’isola di formaggio cresce in quantità un grano le cui spighe producono forme di pane già bell’e pronte, tonde come funghi. Nelle nostre scorribande sopra codesto formaggio scoprimmo altri diciassette fiumi di latte e dieci di vino» (Rudolf Erich Raspe, Le Avventure del Barone di Münchhausen, trad. di Maria Luisa Agosti, Rizzoli, Milano 1989)

Budini di Parmigiano Reggiano allo zafferano

Ingredienti

Per 4 persone

5 uova

125 g latte

125 g panna

125 g Parmigiano Reggiano, grattugiato

sale e pepe q.b.

Per la besciamella allo zafferano

50 g farina “00”

50 g burro

1/2 l latte

0,1 g zafferano in pistilli

sale q.b.

burro per gli stampini

Preparazione

  1. Sbattere le uova e aggiungere il Parmigiano Reggiano, il latte, la panna, il sale e, se si desidera, del pepe. Amalgamare bene con una frusta, così da evitare la formazione dei grumi, e versare il composto in piccoli stampi di alluminio precedentemente imburrati. Sistemare su una teglia coprendo con pellicola trasparente e cuocere in forno a vapore per circa 32 minuti a 80°.
  • Nel frattempo preparare la besciamella allo zafferano. Tritare grossolanamente i pistilli di zafferano e lasciarli a bagno in un po’ di latte caldo. Sciogliere il burro e aggiungere la farina setacciata mescolando con l’ausilio di una frusta. Poi aggiungere poco alla volta il latte caldo e lo zafferano mescolando. Togliere la besciamella dal fuoco quando non è ancora troppo densa e aggiungere un pizzico di sale. Far raffreddare i budini e, una volta tiepidi, capovolgerli e guarnirli con un mestolo di besciamella allo zafferano.

Ricetta tratta da https://www.parmigianoreggiano.com/it/ricette/budini-di-parmigiano-reggiano-allo-zafferano/


[1] Nella traduzione di Christoph Martin Wieland; Riguardo all’influsso esercitato da Luciano di Samosata su Wieland si rimanda a Julius Steinberger, Lucians Einfluss auf Wieland, Dissertation, Göttingen 1902 e a Christopher Robinson, Lucian and his Influence in Europe, Chapel Hill, London 1979.