Un vino rotondo è un vino che si approssima per eccesso o per difetto?

Pentagramma mirificum di Mciura – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=75309400

I matematici, i fisici, i chimici, gli astronauti, i panettieri, i verdurieri, i macellai e tante altre categorie professionali similari abitualmente arrotondano. Secondo le regole scientifiche gli uni e in base alla mancanza o meno del resto in centesimi i secondi. I clienti, in generale, apprezzano solo gli arrotondamenti per difetto, a meno che non debbano riciclare del denaro sporco. Gli arrotondamenti per difetto vengono apprezzati dagli avventori come buona attitudine del commerciante nei loro confronti, mentre vengono assolutamente spregiati dagli studenti, che amano soltanto gli arrotondamenti per eccesso e, in taluni casi, per eccessivo eccesso (soprattutto a fine anno scolastico).

Un arrotondamento monetario, per difetto, di un prodotto o di un servizio vengono graditi maggiormente in caso di emissione regolare di fattura o di scontrino, mentre trovano un alto gradimento, nel caso in cui il pagamento sia in nero, soltanto quando il difetto sia almeno del -30% o superiore.

Andare vicino a qualcosa, spingere verso e, nello stesso tempo, allontanarsi da qualcos’altro è la caratteristica dell’approssimarsi e dunque dell’arrotondare.

Le medesime considerazioni me le sono poste a riguardo dei vini e, in particolare, dei vini cosiddetti “rotondi” o dal gusto “rotondo”. Rotondo: di un vino allo stesso tempo pieno e morbido recitava “Il dizionario dei termini del vino” di Veronelli editore e curato da Alessandro Masnaghetti nel 2001. Allo stesso modo il dizionario dei termini di Winenews: quasi sinonimo di morbido; si usa per descrivere un vino in cui i sapori dolci equilibrano o dominano i sapori acidi e tannici. (https://winenews.it/it/il-linguaggio-del-vino_284690/)

I vini rotondi o dal gusto rotondo smussano gli angoli condizionati dalle durezze, dagli acidi, dai tannini, dai sali minerali, magari evidenziando una buona dose di alcol, di alcoli e zuccheri poco e o molto svolti e un estratto secco da campioni: certo è che le parti cosiddette dure non possono mancare, ma come sottofondo, in modo tale che l’edificio non crolli o si afflosci per terra come un liquido qualsiasi. L’arrotondamento si configura come una approssimazione per eccesso alla morbidezza, alla pienezza o ad altro e nel fare questo evolve in una approssimazione per difetto nei riguardi della durezza, dell’esilità o di altro. Non è detto, aperta parentesi, che tutte le caratteristiche di morbidezza o di durezza debbano coesistere: sarebbe preferibile separarle con una “o” piuttosto che con una “e”.

Ma il punto è un altro: quando ci si approssima a qualcosa inevitabilmente ci si distanzia da qualcos’altro. In questo senso non ho mai pensato che i vini più morbidi e, tendenzialmente, più alcolici, siano necessariamente più pieni. Di qualcosa sicuramente sì, ma di qualcos’altro indubbiamente no. In definitiva si eccede e si difetta allo stesso tempo e non è detto che l’equilibrio, seppur temporaneo, sia la soluzione migliore.

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