Immedesimarsi

Di Vasilij Ivanovič Surikov – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=159256

Ci sono vini, articoli, libri, quadri, abiti, disegni, fumetti, sostanze, pietanze, fragranze, istanze, ma soprattutto apparenze che si esauriscono nei pochi istanti, minuti, ore in cui si consumano: hanno bisogno di un intervallo limitato, di sorsi veloci, di tempi ristretti, di condivisioni svagate. Le relazioni spartiscono immagini surrogate che richiedono processi continui di sostituzione: il soggetto invariato si adatta, dunque, all’oggetto designato, al vino, all’articolo, al disegno, al quadro, all’abito, al cibo incurante di ciò che propone perché il fulcro non sarà mai il che cosa, ma il chi.

Questa sorta di presenzialismo soffocante e prolungato richiede una simultaneità che renda assenti sia il passato che il futuro e che permetta di dilatare il presente in un eterno presente frantumato in singole istanze non ripetibili, immediatamente scartabili, difficilmente memorabili.

La sovrapponibilità tra soggetto e oggetto, tra relazioni riduce uno all’altro e sposta il piano del significato interamente ad un Super Io stracolmo di bottiglie, bicchieri, etichette, occhiali, vestiti, giornali, profumi…  Si seguono occhi, labbra, cosce, gambe, seni, pettorali, tartarughe, tatuaggi, balletti, pose perché i vini, le bottiglie, le etichette, i profumi, gli occhiali, le pietanze sono occhi, labbra, cosce, gambe, seni, pettorali, tartarughe, tatuaggi, balletti, pose fino all’infinito senza ritorno.   

Dall’altra ciò che permane è ciò che indugia. Negli anfratti degli anni, nelle reminiscenze, nelle durate non misurabili. Ma la differenza trai primi e i secondi non è nei mezzi e non è nelle fallaci dicotomie tra facile e difficile, tra semplice e complesso, tra rilevanza e irrilevanza. La vera differenza tra i primi e i secondi è il tempo che abbraccia e poi fagocita i suoi figli oppure il tempo che rivela che per ogni cosa c’è l’ottimo. 

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