Qualcuno dice di saperla lunga sulla vigna e sul vino. Mai abbastanza: meglio guardarsi indietro di 2000 anni

Fratelli Alinari, “Bacco e Ampelo”. Fotografia di una statua romana conservata presso la Galleria degli UffiziFirenze Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32454860

Di Lucio Giunio Moderato Columella, se provate a dare una scorsa al blog, ne avevo già parlato. Non dirò nulla di più e vi invito a prendervi (e a leggervi) il suo meraviglioso trattato, ” De re rustica – L’arte dell’agricoltura” (65 d. C. circa) che trova in appendice un altro splendido ‘compendio’: il “Liber de arboribus”  da cui è tratto il seguente brano. Non badate agli errori, che vene sono e non poteva che essere così. Guardate, piuttosto, alla sapienza pratica e alle espressioni che, rimandando a conoscenze che oggi, con linguaggi parzialmente diversi e suffragati da scientificità che allora non si potevano in alcun modo dare, sono diventati senso e pratiche comuni di alcuni che il vino fanno e di alcuni che di vino scrivono. In alto il testo tradotto da Rosa Calzecchi Onesti (edizioni Einaudi, Torino 1977). In basso l’originale in latino.

Criteri da seguire nel piantare la vigna. Poni la vigna in un campo che abbia riposato. Infatti, dove è già stata una vigna, quello che tu vi piantassi prima che siano passati dieci anni attecchirà molto a stento e non prenderà mai vigore. Prima di piantare la vigna, esamina di quale sapore sia il campo; il sapore del vino infatti corrisponderà al gusto della terra. Si potrà giudicare del sapore e della terra, come ho insegnato nel primo volume, stemperandola in acqua, e assaggiando quest’acqua dopo che avrà decantato. La terra più adatta alle viti è quella areosa, sotto la quale vi sia dell’acqua dolce; buono è anche un campo dello stesso genere sotto il quale sia del tufo; altrettanto utili è la terra alluvionale e soffice. Anche un sabbione sotto cui si trovi dell’argilla dolce conviene alle viti. Al contrario, tutti i campi dove la terra durante l’estate si spacca non sono adatti alle viti e alle piante da frutto: infatti, lo strato inferiore del terreno è quello che nutre la vite e gli alberi, quello superiore li protegge. I sassi che si trovano nella parte superiore del terreno danneggiano tanto gli alberi che le viti; se si trovano nello strato più profondo, tengono fresche le radici. Anche la terra non troppo densa e non troppo rada è ottima per le viti, ma quella che assorbe immediatamente le piogge, come pure quella che troppo a lungo le lascia rimanere in superficie, sono da evitare. Invece è utilissima una terra che alla superficie sia alquanto leggera, e densa intorno alle radici. Sui monti e nei terreni in declivio le viti tardano a prendere forza e lo fanno con difficoltà, ma offrono poi un vino robusto e di ottimo sapore. Nelle zone piane e umide le viti vengono robustissime, ma fanno un vino di sapore debole che non dura. E poiché abbiamo finito di parlare della piantine e delle qualità del terreno, ora parleremo dei vari generi di vigna. 

De vineis constituendis. In agro requieto vineam ponito. Nam ubi vinea fuit, quodcitius decimo anno severis, aegrius conprehendet nec umquam roborabitur. Agrum antequam vineis obseras, explorato qualis saporis sit; talem enim etiam gustum vini praebebit. Sapor autem, sicuti primo docuimus volumine, conprehendetur, si terram aqua diluas et, cum consederit, tum demum aquam degustes. Aptissima vitibus terra est harenosa, sub qua constitit dulcis humor, probus consimilis ager, cui subest tophus, aeque utilis congesta et mota terra. Sabulum quoque, cui subest dulcis argilla, vitibus convenit. Omnis autem, qui per aestatem finditur ager, vitibus arboribusque inutilis. Terra inferior alit vitem et arborem, superior custodit. Saxa summa parte terrae vites et arbores laedunt, ima parte refrigerant, et mediocri raritudine optima est vitibus terra; sed ea, quae transmittit imbres aut rursus in summo diu retinet, vitanda est. Utilissima autem est superior modice rara, circa radices densa. Montibus clivisque difficulter vineae convalescunt, sed firmum probumque saporem vini praebent. Humidis et planis locis robustissimae, sed infirmi saporis vinum nec perenne faciunt. Et quoniam de seminibus atque habitu soli praecepimus, nunc de genere vinearum disputabimus.

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2 risposte a "Qualcuno dice di saperla lunga sulla vigna e sul vino. Mai abbastanza: meglio guardarsi indietro di 2000 anni"

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