Perché i sentori di fattoria, sudore di cavallo, medicinale, pelle animale, pipì di topo e plastica bruciata, correlati alla produzione di fenoli volatili da parte di lieviti appartenenti al genere Bretta- nomyces/Dekkera piacciono di più agli amanti delle birre (anche acide) che a quelli del vino (anche in brik)?

Di Edvard Munch – The Athenaeum: pic, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38127031

Uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience and Funky Town da alcuni ricercatori del Maryland appena divorziati sostiene che, in taluni casi, il Bretta- nomyces/Dekkera sia un valido alleato per fronteggiare i disturbi d’ansia. Da questo si potrebbe dedurre che i bevitori di birra siano maggiormente melanconici rispetto ai bibuli di vino. Ma non è detto: certuni psicoanalisti di Castellammare di Stabia hanno correlato il piacere del selvatico al tipo di musica ascoltata. Sembra, a tal proposito, che molti bevitori di birra siano ex-metallari. Si attendono sviluppi e ricerche comparative. Del tutto opinabili, naturalmente.

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