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Contagio della risata tra due gelada

Un noto blogger e critico enoico, incontrata una prestante e prosperosa donna del vino, le chiese un capello. “Per quale ragione?” domandò la bella viticoltrice. “Per spaccarlo in quattro”, rispose il critico.

Il direttore editoriale della nota Guida delle Guide dei vini peninsulari e insulari disse al recensore delle eccellenze liguri e piemontesi: “lei deve essere fiero di contribuire”. “Sono assai fiero”, replicò l’autore contribuendo.

“Il vino che ho rubato” fu il titolo del primo romanzo di formazione del giovane autore ilcinese Vladimiro Trescone. Quando Vladimiro venne arrestato il libro toccava le cinquecentomila copie vendute.

Un centro di ricerche opoterapiche di Madrid sostiene da diversi anni che “mangiare un proprio simile significa assorbire un’alimentazione specifica e ideale”. D’altra parte la potenza medica della sostanza degli organi agisce nelle malattie con organi omologhi. Si consiglia, quindi, di sfamarsi di propri simili di sana e robusta costituzione.

Un commerciante di vini svedese, che si trasferì in Italia, venne accusato da un cittadino di Camogli di esser fuggito per non venir processato. “Mi fate ingiustizia grave” disse il commerciante di vini. “Io venni nel vostro paese unicamente per le sue attrattive politiche: il suo governo è considerato come uno dei più corrotti al mondo.” “Vi prego di accettare le mie più profonde scuse”, rispose il cittadino di Camogli. Si abbracciarono calorosamente e, alla fine di quel rito propiziatorio, il commerciante svedese si trovò a possedere due orologi, due portafogli e tre telefoni cellulari.

Questi brevi tratti di spirito rendono omaggio a Carlo Emilio Gadda (Favole), a Clément Vautel (Il lancio di un giovane scrittore), a Julio Cambia (La cucina antropofaga) e ad Ambrose Gwinnet Bierce ( Il commerciante espatriato), umoristi degli inizi del secolo passato.

 

la foto è tratta da http://www.unipr.it/notizie/prova-non-ridere-risate-contagiose-tra-i-babbuini-gelada