Foto di una parte del gruppo

Foto di una parte del gruppo

Solitamente gli inviti ad eventi, sagre e battute di caccia al cinghiale pezzato vengono ampiamente diffusi nel gruppo segretissimo di Intravino. Ma questa volta no, non succede. Morichetti lancia una sibillina richiesta di incontro facendo un oscuro riferimento alla compravendita di una bottiglia all’asta da effettuarsi nei mesi estivi. Non aggiunge altro. E chiude: “se siete interessati, ci troviamo questa domenica al ristorante Lo Sbaranzo di Clavesana, così non diamo nell’occhio”. “Io verrò in bici e, per sembrare ancora più verace, mi fermerò a comprare due tome di capra alla cascina del Finocchio Verde vicino a Murazzano”- Sette mi piace e duecento battute su bici, sudore e formaggi di capra. “Ah, dimenticavo” – scrive Morichetti –“il menù è fisso, quindi non fatevi idee strane”. Ci presentiamo all’appuntamento delle 12.15 io, Fiorenzo, Tomacelli, che arriva grazie ad un passaggio di bla bla car ad opera di un gruppo di frikkettoni baresi diretti sul Monviso per affrontare un’esperienza mistica d’altura (vedere l’effetto del peyote sopra i 2000); Giovanni e Sara, diretti in Alsazia a loro insaputa; Emanuele e Samantha che, dopo aver perso il volo per Mikonos, hanno deciso di ripiegare su Laigueglia; Cristiana Lauro perché in frazione di Clavesana non c’è mai stata; Andrea Gori che, per l’occasione, indossa un gilet in pelle di camoscio con le frange e degli stivali camperos dalla punta mozzata: il cappello lo ha lasciato in prestito a Romanelli per alcune serate disco in Versilia; Jacopo Cossater, detto anche “il podista”: dopo aver percorso la tratta Perugia – La Spezia senza mai fermarsi, si sta ora dirigendo di buon passo in Borgogna. Deviazione più, deviazione meno; e, infine, Thomas Pennazzi carico di bottigliette mignon di liquori vari sapientemente disposte nell’interno giacca.

il podista

il podista

Si fanno le 12 e 32 tra frizzi e lazzi ma di Morichetti neanche l’ombra. Alle 12,45 ci chiama imprecando da un fossato in cui era caduto per fuggire l’assalto di due cani e un cinghiale ubriaco non avvezzi all’odore dei caprini. Lo andiamo a recuperare per chiudere il cerchio magico di Intravino.

uno dei cani che ha tentato di azzannare Morichetti

uno dei cani che ha tentato di azzannare Morichetti

A parte Andrea, il look è assai informale e su tutti primeggiano i pantaloncini corti in stile hawaiano di Corazzol, le infradito color pesca di Fiorenzo, la gonna rosa con i pizzi di Sara, i sandali stringati con zeppa della Lauro, i miei sabot valdostani in puro legno di noce e la tuta da ciclista bella aderente, appena fatta a brandelli, di Alessandro. Per il resto sembriamo un gruppo confidenziale di Intravino primavera / estate Piemonte anni 1957/58. Entriamo che già svolazzano vassoi di insalata russa e peperoni con la bagna caoda. “Vino?”- “Primitivo di Manduria”- fa Antonio “ sa, siamo turisti”. “Il vino più a sud che abbiamo è il dolcetto di Clavesana, mentre quello più a nord è il dolcetto di Clavesana” – e la chiude lì l’agile cameriera. Il pranzo va che è una meraviglia: tra una portata e l’altra intoniamo canti folklorici in falsetto. Grappino e alcolici in chiusura e Morichetti si fa scuro in viso: “La cosa è questa: se portiamo a termine questo affare potremmo tutti lavorare per Intravino con lauti stipendi. Quelli di Mastechef verranno in ginocchio a chiederci di poter partecipare ai programmi della nuovo canale televisivo Intravino channel” – chiosa sempre più esaltato. “Spiegaci per benino”- stona un Corazzol impastato al suo settimo Jägermeister.

festa che precede la partenza

festa che precede la partenza

Dunque, partiamo dall’inizio. Siamo stati incaricati da un facoltoso miliardario svizzero di partecipare ad un asta di Sotheby’s in cui verrà venduta l’unica bottiglia di Château Margaux del 1787!” “Non diciamo cazzate” – interrompo mentre tento disperatamente di togliermi una lisca di acciuga che mi si è conficcata tra i premolari. “Quella bottiglia faceva parte della collezione di Thomas Jefferson e apparteneva al mercante di vini William Sokolin, che nel 1989 la portò con sé a una cena organizzata da Château Margaux presso il Four Season Hotel di New York. Qui un cameriere la urtò, facendola cadere e mandandola in pezzi. Sokolin chiese all’assicurazione un risarcimento di 500mila dollari, ottenendone 225mila”.

In realtà di quelle bottiglie ne sono rimaste due: la seconda è stata rinvenuta in un bar-enoteca di Bra, a fianco delle conserve di prugne della nonna e due scatole di cetrioli della Germania dell’Est.” – rimanda Alessandro. “E’ stata comprata per tre euro e 57 centesimi da un commerciante di tessuti di Dogliani e siccome la padrona non aveva monete per il resto, alla bottiglia venne aggiunta una confezione di caramelle Charms scadute da almeno 35 anni.” “Poi”- interviene Antonio – “si sono perse le tracce della bottiglia sin tanto che non venne riesumata per uno scambio di capre contro alcol nella guerra russo-cecena. Finita nelle mani della mafia di Mosca, dopo una serie di passaggi e di bevute, ora si trova ora a Londra, alla famosa casa d’aste Sotheby’s, e verrà messa all’asta a partire da un prezzo base di 8 milioni di euro. Abbiamo facoltà di spesa sino a 20 milioni di euro. Se la portiamo a casa a chi di dovere avremmo una ricompensa di 12 milioni di franchi svizzeri che verranno trasportati in Italia all’interno di 150.000 barrette di cioccolato biodinamico.” “Immagino”- la butta lì, con fare sornione, Fiorenzo “ che dovremmo organizzare un convegno sui benefici della cioccolata.” “A questo ci abbiamo già pensato!”- afferma con sempre maggiore convinzione Alessandro: “siamo già d’accordo con Michele Antonio Fino per organizzare la conferenza a Pollenzo. In cambio otterrà un accordo commerciale privilegiato per la vendita del Pelaverga al Principato di Seborga. 

Michele subito prima di partire per Seborga

Michele a Seborga

Emanuele, che sino a quel momento stava leggiucchiando sotto al tavolo, mentre fischiettava alcune arie barocche, Om Begrebet Ironi med stadigt Hensym til Socrates (Sul concetto di ironia in riferimento costante a Socrate) di S. A. Kierkegaard, chiede in maniera perentoria: “E quale sarebbe il nostro ruolo in tutto questo?” “E poi” – aggiunge Samantha con un accento marcato del colle Aventino – “perché non può andarci di persona questo magnate svizzero?”

Non può, perché deve rimanere anonimo” interrompe Antonio: “è ricercato dai servizi segreti Cinesi per aver venduto 4 milioni di tonnellate di wonton fritti in olio di olive taggiasche D.O.P. Erano talmente gustosi da aver mandato a puttane tutto il resto della produzione cinese: quasi 60 miliardi di pezzi!”

Torniamo al piano” – insiste Alessandro: “Cristiana, sotto falso nome, parteciperà all’asta come contessa e discendente capitolina della nobile famiglia dei Frangiapane…” “Ma ringrazia l’anima de li mortacci tua, che stai a dì?”- interrompe ridacchiando Cristiana al suo settimo bonèt. “Fammi finire! Quanno parlà li quatrì, la veretà la fa zittì!” “Fiorenzo ti farà da chauffeur e da guardia del corpo, mentre Stara sarà il tuo filosofo di compagnia.” Cado inaspettatamente dalla sedia ruzzolando ai piedi di Giovanni che si stava bevendo, con la cannuccia e gli occhiali da sole, il suo quattordicesimo amaro della casa alla erbe. “Non preoccuparti Pietro, questa è l’ultima moda delle famiglie nobili europee. Solitamente sono affiancate da filosofi neo-hegeliani, pigramente dialettici, ma sicuramente ben vestiti. Estimatori senza condizione di Paul Lafargue del tuo calibro sono mal tollerati. Ma se avessi voglia di virare su un neo-epicureismo di classe, allora la musica cambierebbe. Ma so che te la caverai. Emanuele e Samantha avranno invece un compito molto più delicato: sembra infatti che una rete di sommelier finlandesi, il cui responsabile è un noto discendente di Pietro di Holstein-Gottorp, non vedano l’ora di accaparrarsi la bottiglia per scolarsela con un buon piatto di kalakukk, un pasticcio di pesce e carne di maiale racchiuso in un involucro di impasto azzimo. Emanuele e Samantha dovranno entrare in contatto con il gruppo finlandese, seguire le loro mosse e comunicarle tempestivamente a me e ad Antonio che saremo il vostro board of directors informatizzato ad Ascoli Satriano. Quando Cristiana si sarà aggiudicata la bottiglia dovrà

Sara tenta di afferrare la famosa bottiglia

Sara tenta di afferrare la famosa bottiglia

passarla velocemente a Sara, che verrà assunta come guardarobiera con contratto intermittente alla casa d’aste: al dunque Sarà si vestirà da commessa di drogheria e porterà la bottiglia in un involucro di giornale a Giovanni e Jacopo che saranno fuori ad aspettarla con un furgoncino a noleggio in cui campeggerà la scritta “Tartufo nero di Norcia & Sons”. Andrea Gori, coadiuvato da Romanelli, che è tornato in gran forma, e Thomas Pennazzi dovranno scrivere articoli per Intravino siglandoli con i nomi di tutti noi. Ad eccezione di quelli di Giannone. Ci rivediamo qui allo Sbaranzo due settimane dopo l’asta, che ci facciamo una scorpacciata di tartufo bianco. Domande?”

Epilogo.

Cristiana dopo gli accordi

Cristiana dopo gli accordi con i finlandesi

Cari sommelier, blogger, associazioni vinose tutte. La cosa non è andata come avremmo voluto: Cristiana si era accordata, di nascosto, con la famosa casata deiHolstein-Gottorp: non solo si è tenuta la bottiglia, ma la ha rivenduta per una cifra simbolica di 10 milioni di euro. Verrà nominata granduchessa di Jyväskylä  e sembra che non voglia più scrivere per Intravino. Il vino che ha passato a Sara, Giovanni e Jacopo era un banalissimo Corton-Charlemagne Coche-Dury: se lo sono bevuto durante il viaggio accompagnato da fish and chips. Emanuele e Samantha sono stati rapiti dalla rete dei sommelier finlandesi dissidenti e sembra che ora facciano i camerieri in una località segreta della Lapponia dove bevono soltanto il liquore alla mora di palude (lakka) o all’olivello spinoso (tyrni). 

Giovanni capisce di essere stato preso in giro

Giovanni capisce di essere stato fregato

Andrea Gori e Leonardo Romanelli, dopo una breve convalescenza per sindrome del tunnel carpale, sono stati assunti come redattori- capi della nuova rivista di Sommellerie Internazionale “L’Acino tondo”. Thomas Pennazzi ha fondato una sua rivista: The Cognac Advocate. Tomacelli e Morichetti, dopo aver cablato Ascoli Satriano come manco Singapore, sono stati eletti rispettivamente sindaco e vice-sindaco. Ora puntano ad un dignitoso vitalizio. Io e Fiorenzo ci troviamo qui a San Paolo del Brasile, da dove vi stiamo scrivendo, perché avremmo in mente di aprire un blog in lingua portoghese, chiamato ‘Intravinho’. 

il nuovo sindaco

il nuovo sindaco

Certi di aver allontanato antichi rancori e screzi di ogni sorta, confidiamo nella vostra generosità e vi lasciamo il nostro iban presso il Banco Central do Brasil. Il conto è intestato, per ragioni di sicurezza, al reverendo João Corrazza.”

Pietro e Fiorenzo