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Cantine Sartore (Fiorenzo)

Cantine Sartore (Fiorenzo)

Un signore di mezza età (1), trovandosi senza un soldo e dopo aver dato fondo all’ultima bottiglia di barolo Monfortino del 1999, passeggiava sconsolatamente sul lungomare di Pegli, quando venne avvicinato da un Tipoqualunque, anche lui di mezza età, con la barba irsuta e con degli occhialoni neri che gli incorniciavano gli occhi.
• Butta male, eh? – disse il Tipoqualunque – Scommetto che non ha un soldo in tasca e neppure più una buona bottiglia di vino.
• Lo ha detto!
• Sarebbe disposto a svaligiare una bella bottiglieria qua vicino?
• Perché no?
• Allora mi segua.
Proseguirono lungomare, attraversarono un ponte, costeggiarono case e fabbriche sinché non si immersero, al di là della stazione ferroviaria, nel quartiere di Sestri.
• Vede, è la bottiglieria di un commerciante della zona. Non ha allarmi, apre alle 10 e spesso va via per altre faccende. Ha delle belle referenze: il barolo Massolino, il barbaresco della Cantina dei produttori e quello del castello di Neive, il cannonau di Sedilesu, qualche pinot noir eccellente. .. La saracinesca è questa. Poi c’è una porta secondaria lì dietro. Dovrei avere le chiavi di entrambe.
• Ma cosa sta facendo? Chiese allarmato il signore di mezza età.
• Questa è la mia enoteca, rispose sorridendo il Tipoqualunque. Quindi entrò e chiuse, con molta calma, prima la porta e poi la saracinesca.
Il signore di mezza età si allontanò, calcolando mentalmente il valore monetario di uno Chateau Cheval Noir di Bordeaux del 1959 misurato in franchi Poincaré (Quatrième République) prima che venissero rivalutati, trasformandoli inizialmente in lire e poi in euro, a cui aggiunse l’Iva maggiorata dell’1%. Così, per passare il tempo.
(1) Questo racconto surreale si ispira a Raymond Queneau, a cui rende omaggio, e ai suoi Contes et propos, Gallimard, 1981, pubblicato postumo. In Italia edito per il Melangolo, Genova 1993