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Papiro_ArtemidoroAl cospetto di una relazione vinosa costruita fuori dagli stereotipi. Per l’assenza del discorso come fondamento dello stupore di fronte all’inenarrabile. Con la finalità, in ultimo, di costruire una classifica plausibile e verosimile dei vini di cui non si può parlare. Ma di cui siamo intimamente innamorati.

«Di fronte alla brillante originalità dell’altro, io non mi sento mai atopos, ma semmai classificato (come un dossier fin troppo noto). Talvolta, riesco però a sospendere il gioco delle immagini ineguali (“Perché mai non posso essere anch’io originale, forte quanto l’altro?”); indovino che la vera originalità non è né in me né nell’altro, ma nella nostra stessa relazione. Ciò che bisogna conquistare è l’originalità della relazione. La maggior parte delle ferite d’amore me le procura lo stereotipo: io sono costretto, come tutti, a far la parte dell’innamorato: ad essere geloso, trascurato, frustrato come gli altri. Ma quando la relazione è originale, lo stereotipo viene sconvolto, superato, evacuato, e la gelosia, ad esempio, non ha più luogo d’essere in questo rapporto senza luogo, senza topos, senza ‘topo’- senza discorso[1]


[1] Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso (Roland Havas: Conversazione), Einaudi, Torino 1979 pag. 39

Foto: Frammenti del papiro di Artemidoro