La Langa. Una poesia di Nico Orengo.

Nebbia_di_Langa

 

 

 

 

 

 

Langa di fumo e di profumo.

Rose gialle nella curva

di Bossolasco per finire

ferme nella luce di tela

in Menzio, Paulucci e Chessa[1].

Vigne a ragnatela sulle schiene

di Dogliani che si incottano

nel merletto superstite

dello Schellino[2].

Nebbia che riprende

quel profumo e quel fumo

che si alza dalla terra

friata dall’acqua

e dall’arsura di una tenerezza

che pesa il tempo

sull’aprile della mano.

 

[1] Tre dei “sei pittori di Torino” 1929 – 1932

[2] Il riferimento di Orengo è al “Ritiro della sacra famiglia” realizzata da Giovan Battista Schellino nel 1883 a Dogliani, opera realizzata con traforo e con antichi merletti.

La poesia è tratta da “Langhe. Memorie, testimonianze, racconti”, Einaudi, Torino 1991

La foto:  commons.wikimedia

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