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Ariane-Dioniso

Nel 1880 esce un libro a più voci, fortemente voluto dall’editore torinese Ermanno Loescher, che raccoglie alcune conferenze tenute, nello stesso anno, dal gotha del positivismo ottocentesco. Il tema delle conferenze è unico: il Vino. I punti di osservazione diversi. Tra i conferenzieri compaiono i nomi di Alfonso Cossa (La chimica del vino), Corrado Corradino (Il vino nei costumi dei popoli), Michele Lessona (I nemici del vino), S. Cognetti de Martiis (Il commercio del vino), Giovanni Arcangeli (La botanica del vino), Angelo Mosso (Gli effetti fisiologici del vino), Giuseppe Giacosa (I poeti del vino), Giulio Bizzozero (Il vino e la salute), Cesare Lombroso (Il vino nel delitto, nel suicidio, nella pazzia), Edmondo de Amicis (Gli effetti psicologici del vino).

Per gli argomenti trattati sembra di assistere ad un dibattito contemporaneo presso l’ Auditorium del Centro Congressi Palexpo di Vinitaly o ad un Vinix Unplugged Unconference[1] di Genova retrodatati di 134 anni, solamente.

Tra gli autori ho volutamente tralasciato colui che inizia il ciclo delle conferenze, la sera del 12 gennaio 1880, affrontando, in maniera divertita, una soggetto che  travalica il tempo e lo spazio: la leggenda del vino. Il vino e la sua mitologia, in altri termini. Il relatore è il neo-torinese, professore di  Storia comparata delle letterature neolatine, Arturo Graf, a cui, da poco tempo, la stessa casa editrice pubblica una raccolta di 60 poesie “Medusa” (se ne aggiungeranno altre 109 nel 1881). Come la Terra, ai suoi albori, è coperta da foreste impenetrabili, così «i primi stadii della storia dell’umanità appajono coperti, lasciatemi dir così, da una folta boscaglia intellettuale, vivace e lussureggiante vegetazione di miti, sogni giovanili delle mente umana, figurazioni iridescenti, splendenti di colore e di luce[2].» E il vino, non da meno di altri miti, «ebbe origini soprannaturali e divine.» Dopo aver passato in rassegna una serie di narrazioni fantastiche intorno al vino, Arturo Graf conclude così la sua relazione: «Signori, io sono giunto al termine della mia diceria, ma non crediate sia chiusa la leggenda del vino. Non vorrei funestare con tristi pronostici gli animi vostri, ma forse è già cominciata, forse sta per cominciare la leggenda della morte di questo eroe, e non so se molti seguaci ed amici ch’egli ha per il mondo verranno a salvarlo. Egli ha contro di sé congiurati terribili avversari. Da una parte l’oidio e la tremenda fillossera assaltan la vite; dall’altra una chimica iniqua crea nel mistero di nefandi connubi, liquidi ed areiformi, vini acherontei, satanici, apocalittici, che sotto la menzogna del nome usurpato nascondono l’abominazione della desolazione. Ma di queste insidie della natura e dell’arte altri vi parlerà con tutta l’autorità della scienza: io debbo contentarmi di esprimere un voto: possa per lungo tempo ancora il vino, il vero vino, l’autentico e legittimo figliuol della vite, esilarare, secondo il detto della Scrittura, il cuore afflitto degli uomini.» Altri cento trentaquattro anni di estrema attualità: cento trentaquattro anni dopo parliamo di vini veri e di vini che nascondono l’abominio della desolazione.

Diversi anni più tardi, nel 1906, Arturo Graf pubblica, per i Fratelli Treves Editori di Milano, un’altra raccolta di poesie che va sotto il nome di “Le rime della selva. Canzoniere minimo, semitragico e quasi postumo.” Fra di esse compare ancora il vino, la poesia della vita, la dolce follia:

SE SI POTESSE….

Se si potesse in un tino

Spremer con agili dita

La poesia dalla vita

Come dai grappoli il vino!…

E innebrïarsi di quella

Come d’un vino giocondo,

Ricreando il vecchio mondo

In una ebrezza novella!…

Spremer la dolce follia

Da tutti i grappoli!… Bere

In un pulito bicchiere!…

E i graspi buttarli via!…

Bere, guardando allo insù!…

Poi, dopo avere bevuto,

Dire: Bicchier, ti saluto!

Non voglio bevere più.

Arturo Graf

 

[1] http://www.terroirvino.it/vinix-unplugged-open-unconference.htm

[2] Arturo Graf, La leggenda del vino. Conferenza tenuta la sera del 12 gennaio 1880 in A.A.V.V., Il Vino, Undici conferenze fatte nell’inverno dell’anno 1880, Ermanno Loescher, Torino e Roma 1880, pag.  3

La foto è tratta da http://campaniachevai.blogspot.it/2010/11/monicotterate-il-museo-nazionale-di.html