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Tanto tempo fa c’era un luogo non ancora sperimentato che si trovava al di là del fuoco e del ghiaccio dove vivevano degli uomini non raggiungibili: gli Antipodi.

Cinque zone la circondavano tutt’attorno

Due erano più cupe di smalto blu

Un’altra arida e rossa, come di fuoco.

Quella che sta in mezzo era tutta bruciata

Colpita dalla vampa del sole, ché sotto la Canicola giace

E la bruciano raggi dal calore incessante.

Ma le due da entrambi i lati, intorno ai poli,

sono sempre ghiacciate, sempre son umide d’acqua:

ma non è acqua, è ghiaccio puro che viene dal cielo

che giace lì e copre la terra, e un freddo intenso vi regna.

Ma quelle asciutte… [caduta una porzione di testo]

… inabitabili dagli uomini.

Due ve ne erano ancora, opposte l’una all’altra

Fra il calore del fuoco e il ghiaccio piovuto dal cielo

Entrambe regioni temperate, fertili di messi

Il frutto di Demetra Eleusina: lì vivono

Gli uomini, antipodi gli uni rispetto agli altri[1].

Questo spazio è stato dapprima conquistato, poi assimilato ed infine deprivato. La Terra di mezzo ha assorbito tutto, ha livellato gli antagonismi, ha smussato i margini, ha posto i confini del lecito ed ha creato un gusto comune nell’ordine terraqueo.

“C’è l’acqua alta al centro”, disse il protagonista (Moretti) in ‘Palombella Rossa’ .

Perfino il vino ha bisogno ritrovare i suoi Antipodi: “la luna sarebbe un buon punto d’osservazione per guardare la terra da una certa distanza. Trovare la distanza giusta per essere presente e insieme distaccato: era questo il problema del ‘Barone Rampante’. Ma son passati vent’anni, mi è sempre più difficile situarmi nella mappa degli atteggiamenti mentali dominanti. Ed ogni altrove è insoddisfacente, non se ne trova uno. Rifiuto comunque la parte di chi rincorre gli avvenimenti’. Ed è per questo che  anche io“preferisco quella (parte) di chi continua un suo discorso, nell’attesa che torni attuale, come tutte le cose che hanno fondamento”. (Italo Calvino, Eremita a Parigi. Pagine autobiografiche, Mondadori, Milano 1994)

(1) Eratostene di Cirene ( 276 e il 272 a. C. – m. fra il 196 e il 192), Hermes citato in Gabriella Moretti, Gli Antipodi. Avventure letterarie di un mito scientifico, Pratiche, Parma 1994, p. 24.