Tag

, , , , ,

“Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente,

ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere

cazzo‘ sui loro aerei perché è osceno.” 

Marlon Brando – Colonnello Kurtz

Dal film: Apocalypse Now

Un altro degli aspetti della discussione odierna di cui sento immediata repulsione è l’uso indiscriminato e assolutamente inappropriato della parola “moralismo”. Sempre a proposito di Bressan, ma potrebbe essere di chiunque altro, gli strenui difensori del diritto padronale di dire a chiunque ciò che gli pare, purché i rapporti sociali e di classe non vengano invertiti – sennò la il ricorso alla via giudiziaria è più che lecita – contrattaccano in maniera virulenta tacciando di moralismo qualsivoglia accenno di critica: “ma da quale pulpito…”, “moralisti, giustizialisti…”; “falso moralismo…”, “ipocrisia moralistica…” ecc. Il pulpito sacro da cui partirono le prime invettive contro il moralismo non è d’altra parte casuale e proviene da chi della doppia se non tripla morale ha fatto per lungo tempo prassi comportamentale e modello teorico: la chiesa cattolica. L’attacco era perlopiù rivolto alla morale protestante accusata di essere pietistica poiché considerava il Vangelo come se si trattasse di un codice giuridico di buone norme comportamentali. Parallelamente a ciò, e potremmo dire anche conseguentemente, l’attacco al moralismo andava di pari passo all’attacco contro il giuridismo, considerato un’esagerazione del modus operandi del mondo giuridico, nella sua tendenza a generalizzare norme e principi e nel ricorso alle sanzioni. La misericordia cattolica si caricava quindi di sacre indulgenze, di perdoni illimitati, di grazie concordate e di generosità remissive nei confronti dei propri adepti, ma di violente reprimende e di tremende sanzioni nei confronti di coloro che non appartenevano alla comunità dei fedeli, o che da essa erano stati espulsi. I casi storici, anche molto recenti, sono a tal proposito innumerevoli. La traslazione politica del nuovo antimoralismo di regime si sta consumando velocemente tra i rotocalchi di sua maestà il denaro. I moralisti, così come gli antimoralisti d’accatto, di convenienza, quelli che pretendono che altri si comportino da saggi libertari, libertini e liberali, quando fosse al contrario ricorrerebbero immediatamente a giudici, a tribunali sommari, a carcerieri e sanzioni di ogni sorta, hanno sempre ragione di fronte a se stessi. Ciò che discrimina il loro moralismo da quello degli altri è che il loro è l’unico che dovrebbe godere di somma attenzione e rispetto. Gli aerei da cui gettano il loro napalm antimoralizzatore è molto alto e tocca quasi il Cielo.